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OROSILENZIOSO, si impegna principalmente per la divuYouth for Human Rightslgazione dei Diritti Umani. Nulla, di quanto abitualmente facciamo, (pensare, reperire e diffondere informazioni, lavorare, studiare, fare sport, musica, moda o quant’altro) godrebbe di un “adeguato livello di garanzia” basato su un criterio di giustizia e di libertà, se non esistessero i Diritti Umani. Sono occorsi enormi sacrifici e parecchio tempo per poterli ottenere. Per conoscerli, adoperarli, difenderli e diffonderli, insieme a noi, visita la pagina http://it.humanrights.com/#/home

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Indonesia: L’Hasba Bill ‘minaccia le minoranze religiose.

Una nuova bozza di legge, rafforza la blasfemia discriminatoria.

HRW indonesia

(Jakarta) – Il governo indonesiano,  non dovrebbe accettare un progetto di legge per protezione dei diritti religiosi, se questo è in grado di  rafforzare le norme esistenti, le quali discriminano le minoranze religiose, ha dichiarato oggi Human Rights Watch.

Il disegno di legge sulla protezione dei diritti religiosi, si prevede sarà davanti al parlamento entro la fine del 2017, sancisce sia la legge basiva sulla blasfemia di Indonesia, sia i decreti sia proibiscono alle minoranze di costruire case di culto. Il progetto di legge impone, a una qualsiasi religione, criteri eccessivamente ristretti, che impongono un riconoscimento statale, aumentando i poteri dei forum ufficiali di armonia religiosa (Forum Kerukunan Umat Beragama o FKUB).”

Il disegno di legge per i diritti religiosi erroneamente indicato non è altro che una ripetizione di regolamenti altamente tossici contro le minoranze religiose in Indonesia”, ha dichiarato Andreas Harsono , ricercatore senior dell’Indonesia. “Il governo indonesiano dovrebbe abolire tali regolamenti discriminatori, anziché raccoglierli sotto l’impiego cinico di” protezioni religiose “.

  pdf_ Bozza di legge “protezione dei diritti religiosi” (Traduzione non ufficiale)

 

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Muore detenuto, Liu Xiaobo.

Liu Xia

Il premio Nobel per la pace Liu Xiaobo, è morto in custodia detentiva, senza avere più gustato la libertà.
La notizia della sua morte è stata accolta con un’ondata di dolore in tutto il mondo, con grande rabbia per il trattamento brutale che, la Cina ha adoperato nei confronti di questo scrittore e filosofo, anche nei suoi ultimi giorni.
Liu Xiaobo è stato un campione della nonviolenza e dei diritti umani. La sua lotta per il rispetto dei diritti umani e la democrazia, continuerà a vivere, quanto il suo ricordo. L’obiettivo attuale, è liberare sua moglie Liu Xia, oltre alle pressioni per la liberazione di ogni persona, ingiustamente detenuta in Cina.

Leggi l’intero articolo, alla pagina https://www.hrw.org/news/2017/07/13/china-democratic-voice-liu-xiaobo-dies-custody

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Vietnam: Gli attacchi nei confronti degli attivisti e blogger per i diritti umani, devono cessare.

Giugno 2017 asia vietnam

(New York, 19 giugno 2017) – Blogger e attivisti vietnamiti per i diritti umani, vengono picchiati, minacciati  e intimiditi impunemente, ha riportato Human Rights Watch, in un rapporto pubblicato oggi. Il governo vietnamita, dovrebbe ordinare la fine di questo genere di attacchi e punire i responsabili. Anche i  governi donatori, dovrebbero chiedere alle autorità vietnamite di porre fine a tale repressione che, limita la libertà di espressione su Internet, nelle manifestazioni e sopprime ogni discorso di pace, con conseguente  danno all’opera di attivismo in genere.

Il rapporto di sessantacinque pagine, “Non è un paese per gli attivisti dei diritti umani: assalti a blogger, attivisti e alla democrazia in Vietnam” mostra trentasei episodi in cui, uomini sconosciuti in abiti civili, hanno aggredito e picchiato blogger e attivisti per i diritti, tra gennaio 2015 e aprile 2017, provocando spesso gravi lesioni. Molte vittime hanno riferito che, gli episodi di percosse, si sono verificati alla presenza della polizia in uniforme, senza nessun intervento da parte di questi ultimi.

“E ‘già abbastanza grave che gli attivisti in Vietnam abbiano finora rischiato la prigione, per avere esposto il proprio pensiero, ma ora rischiano la vita ogni giorno, solo per esercitare i loro diritti di base”. Questo, è quanto detto da Brad Adams, direttore per l’Asia di Human Rights Watch. “Il governo vietnamita deve mettere in chiaro che, non tollererà ulteriormente questo tipo di comportamento, intimando di portare a termine questa violenta campagna, contro attivisti per i diritti umani.”

Leggi l’intero articolo alla pagina https://www.hrw.org/news/2017/06/18/vietnam-end-attacks-activists-and-bloggers

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Filippine: Un rapporto sull’avvelenamento da mercurio, mette in allerta sui molteplici rischi.

Filippine Mercurio HRW

Gli abitanti di un villaggio filippino  sull’isola di Palawan, mostrano segni compatibili con l’avvelenamento da mercurio: perdita di memoria, palpitazioni cardiache, problemi respiratori.
Secondo uno studio del governo, reso pubblico questa settimana, molti residenti di due villaggi Palawan hanno i sintomi della malattia di Minamata, (nome che deriva dalla città di pescatori giapponesi di Minamata).  Lo studio in questione, mette in luce uno dei più grandi disastri da avvelenamento di mercurio della storia, causato da una grande azienda chimica, la quale ha immesso nella baia, mercurio dal 1932 fino al 1968.

Il mercurio è un metallo altamente tossico che, attacca il sistema nervoso e può portare disabilità per tutta la vita. E’ molto dannoso per i bambini e in dosi elevate, può uccidere.

Il governo delle Filippine dovrebbe ratificare e applicare la Convenzione di Minamata, garantendo a coloro che soffrono per gli effetti orribili del mercurio, informazioni sui loro diritti, assistenza medica e legale, proteggendoli da un ulteriori avvelenamenti – con un trattamento consono,  alle loro condizioni di salute.

Leggi l’intero articolo alla pagina https://www.hrw.org/news/2017/06/09/philippines-mercury-poisoning-report-highlights-risks

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Human Rights Watch: “Le donne in Iran”

Le leggi e le politiche che discriminano le donne, interferiscono con il diritto al lavoro delle donne iraniane.
Le donne affrontano una serie di restrizioni, ad esempio la possibilità di viaggiare, di aver accesso ad alcuni posti di lavoro e persino all’assenza legale di base.

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Le donne in Iran, sono qualificate quanto gli uomini, in quanto a formazione professionale. Eppure, non hanno le medesime tutele degli uomini, nel mercato del lavoro.

L’Iran, ha bisogno di adottare leggi contro la discriminazione delle donne, per eliminare quelle disposizioni del sistema giuridico locale che, da sempre determinano diversificazioni inique.
Se l’amministrazione è seriamente intenzionata a rimuovere gli ostacoli alla partecipazione paritaria delle donne, si dovrà lavorare a stretto contatto con il parlamento, per attuare riforme legislative al fine d’affrontare gli stereotipi che, generalmente, prevalgono sul posto di lavoro.
Solo quando queste restrizioni verranno eliminate, le donne iraniane saranno in grado di prendere parte alla costruzione del futuro delle loro famiglie e del loro paese.

Leggi l’intero articolo alla pagina https://www.hrw.org/report/2017/05/24/its-mens-club/discrimination-against-women-irans-job-market 

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Zeid Ra’ad Al Hussein, nel corso della sua missione in Uzbekistan, annuncia, durante una conferenza stampa, l’apertura dei lavori dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i diritti umani.

UnioNatio missione in Uzbekistan

Tashkent, 11 maggio 2017

Questa, è stata la prima visita in Uzbekistan dell’ Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i diritti umani, dal momento che l’OHCHR è stato fondato nel 1993 e appena due anni dopo, l’Uzbekistan divenne indipendente; L’anno successivo, l’Uzbekistan, divenne membro delle Nazioni Unite.

“E ‘stata una breve visita in effetti – molto intensa e efficace; Una giornata piena di incontri ieri, rispetto le poche ore a Samarcanda, oggi.
Questo è stato più breve di entrambi i miei impegni, durante la visita al governo dell’Uzbekistan; Visita molto importante e significativa, che nonostante i calendari contrastanti, abbiamo potuto gestire senza rinviare in autunno.
Sono molto contento, non aver dovuto rimandare.
Abbiamo intavolato una grande quantità di discussioni nella sola giornata di ieri, culminata in un incontro di 90 minuti tra me e il presidente Shavkat Mirziyoyev, durante la quale, abbiamo raggiunto accordi, su diverse  misure concrete …”

Al Hussein

Leggi l’intero articolo alla pagina 

http://www.ohchr.org/EN/NewsEvents/Pages/DisplayNews.aspx?NewsID=21607&LangID=E

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Filippine: I membri delle Nazioni Unite devono denunciare le uccisioni e gli abusi.

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Ginevra) – i paesi membri delle Nazioni Unite devono denunciare la  brutale ‘guerra alla droga’ che, nelle Filippine ha già ucciso più di 7.000 persone da quando il presidente Rodrigo Duterte ha assunto l’incarico, nel mese di giugno 2016. Così, si è espressa Human Rights Watch, oggi.
Le Filippine, sono l’argomento del terzo ciclo periodico universale del Consiglio per i diritti umani (UPR) che si terrà a Ginevra, l’8 maggio di quest’anno.

I paesi membri delle Nazioni Unite, devono sollecitare le Filippine a sostenere un’indagine internazionale sulle uccisioni, visto il fallimento del governo filippino che, avrebbe dovuto indagare e  perseguire i responsabili in modo imparziale, ha detto Human Rights Watch. Vari organismi delle Nazioni Unite, i media, Human Rights Watch e altre organizzazioni non governative, hanno fatto riferimento alle esecuzioni extragiudiziali che, vanno considerate crimini contro l’umanità.

“La revisione delle Nazioni Unite sulle Filippine è critica, a causa della vastità di calamità contro i diritti umani da quando il presidente Duterte si è insediato lo scorso anno”, ha detto Phelim Kine , vice direttore per l’Asia di Human Rights Watch.  “ La guerra alla droga di Duterte, è stata in realtà una guerra omicida sui poveri.”

All’UPR, viene rivisto, ogni quattro anni, il progresso dei diritti umani di ogni paese membro delle Nazioni Unite. I membri e gli osservatori del Consiglio per diritti umani dell’ONU, stabilirà quest’anno nuovi impegni, verso i quali le Filippine dovranno prendere una responsabile posizione a motivo delle nuove preoccupazioni.
Le recensioni precedenti delle Filippine sono state esaminate nel 2008 e nel 2012. Il riesame di quest’anno,  copre gli ultimi quattro anni della gestione del presidente Benigno Aquino III e il periodo in cui Duterte è entrato in carica.
Leggi l’intero articolo alla pagina https://www.hrw.org/news/2017/05/03/philippines-un-members-should-denounce-killings-abuses

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